venerdì, novembre 10, 2017

Ultra Cup il finale

Con la gara del Wien Rundumadum, qui in Austria si è anche conclusa la Coppa Ultra. Avendo terminato 3 delle 7 gare previste in calendario, mi sono garantito un piazzamento nella prestigiosa classifica curata dalla federazione. Le gare del Dirndltal Extreme e del Wien Rundumadum hanno offerto un punteggio in base al tempo finale realizzato secondo una tabella precalcolata. La gara della 24-ore di Irdning, invece, in base ai chilometri percorsi sempre su tabella precalcolata. Nessuna competizione del calendario ha rilasciato punti in base al piazzamento in classifica. Chi poi ha partecipato a più di tre gare ha potuto scartare i risultati peggiori.

Alla fine, con il punteggio di 229,90, mi sono classificato  al quinto posto della categoria 'Uomini generale'.
Questo il dettaglio:
Irdning:            80,45  punti  (205,156 Km percorsi)
Dirndltal Extrem:   68,47  punti  (16h:04' tempo finale)
Rundumadum:         80,98  punti  (13h:35' tempo finale)

Interessate è stato il distacco col quarto classificato, il quale ha conseguito 229,96 punti, vale a dire 0,06 in più, che sarebbero circa 41 secondi nelle gare Dirndltal Extrem o Rundumadum, oppure 140 metri a Irdning. Fosse stato il terzo posto ci sarebbe stato da mangiarsi le dita. In ogni modo sono stato anche l'unico nella classifica finale che è andato a punti in tutte e tre le gare sopra citate.

Per la cronaca, il vincitore della coppa nella mia categoria è arrivato qualche secondo prima di me al Wien Rundumadum, risultato che gli ha consentito di salire in cima alla classifica in virtù dei suoi ottimi risultati conseguiti nella 100 chilometri di Vienna e nella 6 ore a Styer.

Alla fine la coppa è stato un ottimo stimolo per partecipare ad una gara come quella di Irdning e di affrontare il Wien Rundumadum con la voglia di fare il miglior tempo possibile.

La classifica completa si trova qui.

domenica, ottobre 29, 2017

Wien Rundumadum 2017


Secondo ristoro
Terminata la mia quinta ultra stagionale sul classico percorso viennese da 130km (WRU). Col record personale di 13h:35' ho concluso il giro al 5-to posto.

Gara tosta il WRU, alla quale mi presento con la voglia di fare bene. Sono settimane che la preparo e che sento di poter fare bene. Quanto non lo so, il test nella gara sul Kahlenberg è stato catastrofico, ma quella era una gara corta, altra musica rispetto al WRU. Ritorno dopo anni ad usare l'orologio in un'ultra, sopratutto per l'ottima funzionalità di navigazione che offre il mio TomTom. Il mio obbiettivo è quello di tenere un ottimo ritmo per tutta la gara, anche perché ho bisogno di molti punti per la coppa ultra. Potrei perfino aspirare ad un podio di coppa, ma quando vedo che dovrei avere un tempo finale di almeno 13 ore, smetto di fare conti per non scoraggiarmi prima del via.

Il via alle 6 di sabato nella nuova sede vicino alla Uno City in una giornata fredda, grigia e non priva di vento. La partenza è molto tranquilla e con mia sorpresa mi ritrovo assieme ai migliori, almeno per i primi chilometri. Poi come al solito le solite accelerazioni, che però mi lasciano indifferente. Tengo un ottimo ritmo in salita e abbastanza tranquillo in discesa, mentre ai primi due ristori mi fermo solo quei pochi istanti per prendere un pezzo di pane al volo. L'acqua, invece, la recupero alle varie fontane disseminate lungo il percorso. Il percorso è molto vario, a volte pieno di fango a volte addirittura secco, evidentemente il maltempo dei giorni scorsi è stato a  macchia di leopardo.
Quando vedo il cartello dei cinquanta chilometri do una prima occhiata all'orologio e vedo che sono trascorse 5h:25' con ormai tutte le salite alle spalle. Non male mi dico, ma so bene che la gara deve ancora cominciare. Nel 2015 qui continuai con una progressione che non riuscii a tenere fino alla fine, mentre ora il mio unico pensiero è quello di tenere il ritmo.

Lungo il Liesing, il fiume di casa, raggiungo due corridori in difficoltà, il primo lo riconosco è il vincitore della prima edizione. Appena lo supero recupera energia e riparte col suo grande ritmo che non provo minimamente a tenere, un ritmo di chi è in grado di finire una cento chilometri con un sette davanti. Però dopo qualche chilometro me lo ritrovo ancora lì, e capisco che i suoi problemi non sono semplici da risolvere e prima o poi gli toccherà cedere il passo a chi come me viaggia più lento, ma costante senza fermarsi mai.

Al 70-emo chilometro arriva il momento di un ristoro personale per la prima vera pausa. Però quando arrivo al punto stabilito non vedo nessuno. Mi prende lo sconforto, non ho più nulla da mangiare e mi tocca telefonare col mio riattivato Nokia, ma nessuno risponde. Così decido per una sosta sostanziosa al ristoro del cimitero. Con mia sorpresa il mio accompagnatore ha così il tempo per raggiungermi e passarmi il materiale necessario per continuare. Si era fidato del tracking sul web e così è arrivato tardi all'appuntamento.

Anche se la sosta è stata abbastanza lunga, riparto con un ottimo ritmo così da recuperare le due posizioni perdute. Al cartello del chilometro 100 do un'altra occhiata all'orologio e vedo che ho impiegato 10h e 25'. Grosso modo prevedo tre ore e mezza per i restanti trenta chilometri, quindi sono al limite delle 14 ore. Accendo la lampada che mi mancano solo 12 km al traguardo, mai così vicino all'arrivo ed è un enorme vantaggio la navigazione alla luce del giorno.  Con l'arrivo del buio, infatti, la navigazione diventa tutt'altro che banale e raggiungo il quarto in classifica. Non è sicuro della strada e alterna accelerazioni a frenate per vedere i cartelli. Ora siamo in tre, gli altri due vogliono tenere un passo più svelto, ma finiscono sempre per starmi dietro perché non conoscono la via. Una volta raggiunto l'ultimo rettilineo da 8km sull'isola del Danubio, partono come morsi da una tarantola. Invece non faccio una piega, il rettilineo l'ho già provato in allenamento e ci vuole un attimo a saltare come una molla in preda all'incubo di quando possa finire quest'infinito rettilineo. Infatti ai 3km dall'arrivo ritrovo uno dei due soci, che però non corre la mia stessa gara, sconsolato al cammino. Lo invito a reagire, che ormai è fatta, ma dopo pochi metri di corsa, ritorna al passo camminato.

L'altro socio lo raggiungo al momento di svoltare, non perché si sia piantato, ma perché non sa bene dove bisogna girare. Appena vede la mia lampada, però, riparte a razzo per raggiungere il traguardo in solitaria. Invece mi voglio godere gli ultimi metri prima dell'arrivo nella palestra, senza stare a sprintare dopo 130 km. Taglio il traguardo in 13h:35' e rimango semplicemente stupefatto. Quando mi congratulo col quarto arrivato per il suo ottimo finale nonostante i problemi di navigazione, mi spiega che non mi ha aspettato perché vuole vincere la coppa, ed ogni minuto è fondamentale. 

Per concludere, il mio quarto WRU è stato molto diverso dagli anni passati. Lontano dal tipo di gara per passare un bella giornata sui sentieri cittadini, o nel cercare di scalare la classifica partendo da dietro. Questa volta è stata tutta all'insegna dalla ricerca del passo per riuscire a terminarla il prima possibile.

Secondo ristoro - Km 47 Gutenbacher Tor

Secondo ristoro
A pochi metri dal Check Point 1

Al traguardo

Statistiche finali


domenica, ottobre 22, 2017

Pochi giorni al via del WRU (Wien Rundumadum)

Mancano pochi giorni al via della quarta edizione del Wien Rundumadum e ormai è tutto pronto per la mia quinta, e ultima, ultra stagionale. La partenza sarà sabato 28 ottobre alle 6 sul percorso del classico giro attorno a Vienna da 130km preso in senso antiorario. Quest'anno ci sarà la novità della sede d'arrivo e partenza spostati in prossimità della ONU City, con un leggero spostamento verso ovest. Il live della gara sarà fornito, come lo scorso anno, da Legend Tracking. Dovessi fare bene al WRU, potrei avere un buon piazzamento nella coppa Ultra, ma è ancora troppo presto per fare previsioni.

Live Tracker: http://wien-rundumadum-2017.legendstracking.com/

domenica, ottobre 15, 2017

Corsa in montagna Kahlenberglauf

In discesa
Anche quest'anno non mi sono lasciato sfuggire la corsa in montagna sulle asperità viennesi del Kahlenberg. Ultimo test in vista dell'ultima ultra stagionale del Wien Rund Umadum (WRU), il giro intorno a Vienna, che anche quest'anno mi vedrà al via per la quarta volta.
Sul Kahlenberg anche questa volta sono riuscito a fare peggio rispetto agli anni passati (49':17"). Con una settimana in più dall'Adamello potevo fare un risultato diverso, ma o la preparazione del WRU sta lasciando il segno, oppure le mie gambe sono proprio bollite. Fra pochi giorni il WRU darà il suo verdetto.
Ultimi metri

giovedì, settembre 28, 2017

Terza volta Adamello Ultra Trail180





In cima al Monte Calvo dopo 27 ore di gara
Portata a casa anche l'edizione 2017. Col tempo di 44h:02':21" mi sono aggiudicato la 22-ema posizione tra gli uomini.  La classifica finale si trova qui.

Anche quest'anno ho scelto di tornare a Vezza D'Oglio per partecipare alla gara Adamello Ultra Trail (180km, 11500 D+). Lo scorso anno mi ero ripromesso di preparami a modo, con lunghe uscite in montagna e magari una preparazione in quota. Invece nulla di tutto questo, la tabella dei chilometri corsi quasi sempre a dislivello zero su percorsi perlopiù in mezzo alla città. Ma è la voglia di poter stare due giorni filati in gara, giorno e notte senza dormire in mezzo a montagne stupende, che mi ha fatto riscrivere ancora una volta. 

Il via alle nove di venerdì nella piazza di Vezza in mezzo ai bambini delle scuole e molte facce di altri corridori già viste, tutta gente che non lascia la pagina DUV imbiancata. La mia strategia di gara è molto semplice, andare con calma sulle salite, prudente in discesa e correre solo nei tratti facili, anche se prima bisogna trovarli. Invece, complice il bel tempo e ottime gambe, sulla prima salita mi ritrovo con un gruppo dal passo troppo veloce per me, ma almeno fino alla discesa, riesco a tenere. Mi chiedo se pagherò una partenza così veloce. Alla seconda salita, sulle bocchette comincio a sentire l'effetto quota con un respiro molto affannoso, ma non sono l'unico. Sul successivo traverso la fatica comincia a farsi sentire e allora decido di darmi una bella rinfrescata nel laghetto. Il sole comincia a sparire dietro le montagne e riseco a raggiungere il ristoro di Case di Viso prima di sera. Dopo nove ore la prima maratona è fatta. Sulla salita successiva verso il rifugio Bozzi a 2400 metri, accendo la lampada. Non vedo più nulla tranne un collega che prima di ripartire dal rifugio si fuma due sigarette per poi lanciarsi in discesa. A me piace molto questo tratto, la via è facile, la notte è serena e riesco a correre fino alla Malga Cadì, dove mi aspetta la classica atmosfera di festa. È il momento per ricaricare le batterie prima della salita alla città morta, che il nome è tutto un programma. In cima, un pugno di temerari mi aspetta nella tenda con temperature vicino allo zero. Scambiamo due parole e poi giù lungo la discesa ghiaccio misto neve verso la città sul passo del Tonale. Non manca molto prima della base vita di Ponte di Legno, solo qualche ristoro, in particolare quello di Vescasa. Attraverso la città di Ponte di Legno nel pieno della notte ed apprezzo la mancanza di persone lungo la strada e le piazze.

Alla base vita di Ponte so per esperienza che la gara comincia qui, quindi è come se non avessi ancora corso. La salita che segue è infinita e prima di raggiungere il ristoro successivo fa in tempo a fare giorno. Dopo aver raggiunto Pontagna in discesa sembra ritornato tutto facile, ma è solo una piccola illusione. La salita sul monte Calvo è un qualcosa che faccio fatica a dimenticare. Mi sembra di salire lungo una pista da motocross, solo infinitamente più lunga. Il verticale successivo verso la Piana dei Morei infligge alle mie gambe il resto e così mi ritrovo senza più la possibilità di affrontare le salite in modo dignitoso. In quelle successive, non meno impegnative, di Aviolo e del passo Gallinera il panorama allevia il mio stato fortemente depresso. Dopo il controllo al bivacco, arriva la sorpresa della discesa, che non è bella stabile come lo scorso anno, ma è franata facendomi rimpiangere la salita. In un momento imprecisato del tardo pomeriggio di sabato raggiungo l'agognato ristoro di Stain. Mi chiedono come sto, rispondo che sto male e il dialogo finisce. Dopo due piatti di pasta riparto speranzoso millantando che sarebbe stato meglio che mi fossi ritirato, ma non credo neanche ad una parola di quello che dico. Il ritorno alla corsa arriva improvviso ed inaspettato nella discesa successiva. In un attimo arrivo a Edolo e ormai so che dopo la salita del Mortirolo l'arrivo è praticamente fatto. È una salita lunghissima e per le mie gambe durissima, ma finalmente raggiungo la Malga Mola. Qui mi concedo un lungo ristoro per affrontare al meglio le ultime ore di corsa. All'uscita in piena notte a stomaco pieno mi coglie una crisi di sonno micidiale, in fondo non ho ancora dormito. Avrei voglia di sedermi, ma non cedo alle sirene che mi vogliono far fermare. Così passa anche questa e arrivo al lago del Mortirolo con un temporale imminente.

Esco dal rifugio per gli ultimi diciassette chilometri senza giacca, mi avvertono che piove e sarebbe meglio che la mettessi. Vado come l'uomo che non deve chiedere mai, ma dopo duecento metri sono già fermo a coprirmi. Pioggia torrenziale, tuoni e fulmini danno un senso al mio ultimo allenamento fatto in settimana in condizioni simili. Però ho freddo alle gambe e alle mani e fino a quando non raggiungo, a pioggia terminata, il fuoco del Pianaccio, ultimo avamposto prima della picchiata finale verso Vezza, non mi sento troppo bene. La discesa finale è come ogni anno molto veloce e neanche l'oscurità e l'umidità la riescono a rallentare. Neanche la mucca che si è piazzata in mezzo al sentiero ci riesce. Arrivo sulla piazza di Vezza che l'orologio della torre suona le cinque, mai così presto, mai così sereno. Prima di questa gara avevo in mente per il futuro altre competizioni, ma ora, invece, non vedo l'ora di partire, fra un anno, per la quarta volta.

Partenza

Partenza venerdì ore 9
Verso cima Rovaia, 20 min dopo lo start


Salita finale cima Rovaia dopo circa 2h di gara

Aviolo, dopo 32 ore di gara
Premiazione


La traccia del mia gara in animazione 3D.



domenica, settembre 17, 2017

Ultimi giorni prima di Vezza D'Oglio

La mia seconda partecipazione all'AUT 180 non è
passata inosservata. In cima Rovaia col numero 75
Mancano pochi giorni alla mia partenza per Vezza D'Oglio e non posso far altro che pensare a questa citazione che mi calza a pennello: "NELLO SPORT, nei periodi di maggiore intensità dei carichi di allenamento, specialmente in vista di gare importanti, alcuni atleti lamentano sintomatologie dolorose localizzate nel tratto lombo-sacrale.".
In ogni modo, mal di schiena o meteo catastrofico che sia,  non vedo l'ora di tornare sui sentieri dell'Adamello il prossimo venerdì 22 settembre.   
All'inizio della stagione avevo messo questa gara in cima alle mie priorità, ma l'andamento della stagione mi ha fatto propendere più per gare corribili, che, da uomo della pianura, sono molto più semplici da preparare e magari posso anche fare dei risultati migliori. Come se alla mia età i risultati fossero importanti. Però dopo il mio forfait, causa forze maggiori, alla Business Run di Vienna, partire all'Adamello 180 mi sembra il minimo.  

domenica, settembre 03, 2017

Verso l'Adamello: Vienna Trail e Rax





Sul percorso del Vienna Trail
Nel percorso di avvicinamento all'Adamello Ultra Trail 180 del prossimo 22 settembre, dopo la serie di tre ultra filate da 420km, mi sono concesso un intermezzo su gare più brevi e veloci.

La prima, il Vienna Trail, su un percorso attorno alle colline viennesi di Cobenzl, mi ha messo subito alla prova con la tenuta delle mie gambe su velocità alte in percorsi lontano dall'asfalto. È stato un ottimo punto di partenza per ritrovare freschezza nelle gambe. Posizione finale 63-emo sul numero record di 235 finisher.

La seconda gara è stata quella sulla Rax  sul percorso denominato Extreme. Percorso già affrontato lo scorso anno, con una mia prestazione tutt'altro che convincente. Quest'anno le condizioni sono state l'opposto, temperature in cima ad una singola cifra, ma soprattutto un'umidità molto fastidiosa dovuta alla nebbia. La Rax Extreme presenta un tipo di percorso molto vario, discesa iniziale veloce, poi salita mista a rampe e serpentine fino alla porta nella roccia che spesso mi costringono al passo. Una volta in cima, il percorso diventa molto simile ad una gara di cross con continui saliscendi da correre sempre. In questa seconda parte ho ritrovato una buona gamba che mi ha permesso di recuperare posizioni perse durante la salita al passo. Almeno fino a quando la nebbia non mi ha fatto propendere nel rimanere assieme ad un altro corridore per non rischiare di uscire dal percorso in maglietta a maniche corte. 18-ema posizione finale in 2h:09', e quasi dodici minuti meglio dello scorso anno, mi hanno fatto ritrovare il feeling con questa gara.

Bivio Vienna Trail Run

Rax: passaggio alla porta di pietra



Nebbia sulla Rax

lunedì, agosto 07, 2017

Dirndltal Extreme Ultratrail 2017

Al check point 5

Tornando sulle tracce del Pilachtal ho corso per la quarta volta il DIRNDLTAL EXTREM Ultratrail, terza ultra stagionale. Con un tempo di 16h:04' mi sono assicurato il sesto posto finale e la fibia ufficiale.
Ottima conduzione di gara nella parte centrale, ma rallentata nella parte finale per problemi di stomaco.

La classifica completa si trova qui.

CP 3

CP 3
Premiazione

verso il CP4

CP 5
CP 3



domenica, luglio 30, 2017

What Next?

Terminate le vacanze al mare perlopiù passate per ritrovare dei piedi di nuovo abili alla corsa, la prossima gara alla quale parteciperò sarà la dirndltalextrem.com il 5 agosto, gara valida per la Ultra Cup. Sarà la mia quarta partecipazione e, dopo le fatiche di Irdning, sono curioso di vedere quale sarà il risultato.

Il live della gara a partire da sabato 5 agosto ore 6 su http://dirndltalextrem2017.legendstracking.com/

martedì, luglio 04, 2017

24H: Debutto da 205km

Intorno alla 14-ema ora con la pioggia
Venerdì sera ho fatto appena in tempo a raggiungere la splendida località di Irdning in Stiria, per partecipare alla mia prima 24 ore su un circuito di 1218 metri. Debutto da 205 km con podio di categoria per il sesto posto finale dopo aver girato davanti al traguardo per 168 volte. Un debutto con una prestazione per me veramente sorprendente.

Ma veniamo a come si è sviluppata la gara.
Dopo la prestazione senza infamia e gloria della Mozart100, mi sono chiesto se iscrivermi ancora una volta alla gara del Veitsch come gli scorsi anni. Però un evento della sera prima della gara mi ha fatto desistere dalla pur debole volontà di parteciparvi. Così ho deciso che fosse arrivato, finalmente, il momento per provare il debutto nella 24-ore stradale. Hubert Beck nel suo "Das große Buch vom Ultra-Marathon"  scrive che ogni ultramaratoneta dovrebbe almeno una volta provare una ventiquattrore.  Sono anni che seguo la gara di Irdning, che sta molto a cuore al mio club i Freunde Des Laufsports, dal computer, senza però mai prendervi parte, preferendo in passato gare come Veitsch e Mozart. Quest'anno è diverso. Il fatto nuovo è che con la gara di Irdning sarei in graduatoria dell'Ultracup Austriaca se porterò a termine anche le varie Wien Rundumadum e Dirndtlextreme da tempo nel mio programma. Per la coppa occorrono almeno tre risultati. Anche la mancanza di gare dove si corre di notte fino alla gara dell'Adamello, mi hanno fatto sciogliere le ultime riserve e così mi sono iscritto. Le gambe dopo Mozart non sono più così brillanti, ma per i 130km, che è l'obbiettivo minimo per finire in graduatoria coppa, e per una corsa che duri tutta la notte dovrebbero bastare.

Così venerdì 30 giugno dopo mangiato, ho interrotto il lavoro e sono partito in auto per raggiungere Irdning, una splendida cittadina a valle delle montagne della Stiria appena dietro alla regione del Salisburgo, un bel posto per me tutto da scoprire.

Arrivo che hanno già bloccato la strada, ma mi riaprono la via e posteggio a fianco del percorso. Lo scopo è quello di avere accesso al baule della macchina dove ho messo i miei vestiti per ogni eventualità, un frigobox per le mie bevande personali, un po' di cibarie e gels.
Al briefing pregara approfitto per un power nap e alle 19 in punto parte la gara. La giornata è ancora lunga, il tempo è splendido e la gente racchiusa nel campeggio del circuito è euforica. Però è uno stato che mi infastidisce, troppe incitazioni quando ancora mancano più di 23 ore alla fine, troppa musica differente che cambia ogni pochi metri e sopratutto moltissimi staffettisti che intendono correre un chilometro lanciato per un giorno interno, che mi superano a velocità allucinanti. Da novellino, ho puntato su una tattica molto semplice. Vale a dire tenere un ritmo costante intorno agli 8 minuti per compiere il giro di 1218 metri, mai dormire, fermarsi proprio lo stretto indispensabile e non contare né i giri tanto meno i chilometri percorsi. Questo per evitare due problemi, il primo che dopo 130 chilometri mi venga voglia di tornarmene a casa, il secondo che subentri o una frustrazione per averne fatti troppo pochi o un appagamento precoce per averne fatti anche più del previsto per essere alla prima gara del genere. Così, senza orologio e gps, guardo il tempo sul giro usando l'orologio a conto alla rovescia ufficiale posto al traguardo. Noto con soddisfazione che i primi due giri sono già nella media che avevo in testa, ma rimane il fatto che quest'enorme display mi si affaccia davanti ad ogni giro, indicandomi che mi mancano ancora oltre ventitré ore e che dall'ultima volta che l'ho visto, sono passati solo otto minuti.
Gente vestita da clown che si ferma a salutare tutti i corridori, pubblico con trombe  e  megafono che ti urla nelle orecchie, bambini che vogliono il cinque e staffettisti che ti fanno il pelo. Non sono proprio abituato a correre un'ultra in mezzo a questa baraonda. In ogni modo, dopo qualche ora mi stabilizzo e pian piano cala la notte. E con la notte arrivano anche il vento e la pioggia. Per me sono un sollievo, il pubblico e i riempi-pista spariscono di colpo e con la musica del mio ipod ritrovo una dolce serenità. All'una di notte ho corso le prime sei ore e, tranne un nuovo dolore al tendine d'Achille che non accetto per principio, vado a gonfie vele. Il freddo, il vento e la pioggia mi fanno invece tornare con la mente ai passi Svizzeri notturni affrontati lo scorso anno e mi viene ancora più voglia di tornarci. La luce del nuovo giorno non ci mette molto a venire e così il mio ritmo cala leggermente. Alle sette, dopo una mia breve video intervista che chissà se potrò mai vedere, parte la gara delle 12 ore. Piove ancora a dirotto, ma il circuito è di nuovo quasi pieno come alla partenza.

Le nuvole si diradano, la pioggia cala e non ho per niente delle buone sensazioni. Infatti verso mezzogiorno esce un sole molto forte che fa evaporare tutta l'acqua e mi mette in grande difficoltà (sbalzo termico? pollini delle graminacee che si rialzano?). Il mio ritmo cala ad ogni giro, torno ad essere doppiato e comincio ad avere i primi giramenti di testa. Non posso più continuare in  questo stato e mi fermo sulla sedia che mi sono portato da casa. Chiudo gli occhi all'istante e mi sveglio dopo un quarto d'ora, ma ora mi sento molto meglio. Una redbull mi rimette in corsa. Lo speaker al mio passaggio dice il mio nome e anche il numero 87, che interpreto come il numero dei giri. A questo punto comincio a fare dei conti e mi saltano fuori dei chilometraggi molto scarsi. Però dal nulla comincio a doppiare il personaggio che è stato in testa la prima sera. Questo mi da una grande iniezione di fiducia e provo a correre più che posso, limitando il passo allo spazio tra il ristoro e il traguardo. Ad un certo punto intravedo il mio cognome nella parte alta del display della classifica, ma per capirla bene dovrei fermarmi ad esaminarla. Non ci penso nemmeno, mancano ancora sei ore alla fine, un'eternità. Però l'idea di essere in lotta coi primi mi da' una grande voglia di stare sempre in corsa senza mai fermarmi veramente al ristoro. A tre ore dalla fine, il mio ritmo è ancora molto buono e continuo a doppiare dei corridori che ormai hanno quasi abbandonato la corsa.

Verso l'ultima ora di gara comincio a vedere degli effetti strani. Da quelli che ormai non riescono neanche a camminare, a quelli che sembravano zoppi fino a qualche ora prima, ma che ora riescono a doppiarmi con facilità. Di classifica non capisco più nulla. Passo il traguardo quando mancano ancora 7 minuti assieme ad un atleta della Repubblica Ceca, gli propongo di tagliare il traguardo assieme. Accetta, ma quando lo tagliamo mi dice che ci sta un altro giro. Secondo i miei fantomatici conti dovremmo avere lo stesso numero di giri, ma invece lui ne ha due in più, anche se questo non lo so. Un giro in sette minuti non l'ho mai fatto e l'ultimo giro non sarà l'eccezione, così a metà ultimo giro mi tocca mollare. Alla fine penso che dovrebbe essere sufficiente per un podio, ma invece non ho considerato due personaggi che mi sono stati sempre davanti ma che non ho riconosciuto. Il podio di categoria invece è una certezza, mentre alla premiazione rimango di stucco quando mi dicono che ho percorso 205,156 chilometri. Mai avrei pensato di riuscire a correre, in questo weekend qui a Irdning, una distanza oltre i duecento km, sopratutto in queste circostanze, con una gara come la Mozart ancora da smaltire, al debutto nella 24h, senza preparazione specifica e la mancanza di un team di supporto in corsa, che a furia di aprire il baule della macchina si è fatta sentire.
La classifica finale si trova qui.        


sabato mattina


mercoledì, giugno 28, 2017

Avanti!

Prossima tappa venerdì 30 giugno 2017 dove debutterò, a Irdning (Stiria), nella specialità della 24 ore. La gara prenderà il via alle ore 19 di venerdì e si concluderà, ventiquattro ore dopo, alle 19 di sabato. Il live della gara si trova su 24h-lauf.at.

domenica, giugno 18, 2017

Mozart 100 - 2017

Assieme allo svizzero Geiger, classe 1942, prima del via,
fotografati dalla leggenda  Joe Kelbel 
Fine settimana trascorso a Salisburgo, dove sabato 17 giugno ho partecipato per la terza volta consecutiva alla Mozart100, gara del World Tour Trail. Tre partecipazioni e tre percorsi diversi. Quello di quest'anno ha abbandonato il doppio giro, ristori tipo maratona e molte strade asfaltate, diventando un giro unico attorno alla città di Salisburgo con i suoi laghi del Fuschl See e Wolfgangsee. Percorso molto selettivo, non tanto per l'incremento dell'altimetria, che ha raggiunto quasi 5000 metri di dislivello positivo, ma per il fatto che i nuovi tratti sono stati molto impegnativi, con scalinate e sassi a non finire. Se alla mia prima volta alla Mozart sono riuscito a correre quasi tutto il percorso senza zaino, quest'anno ho dovuto menare non poco i bastoni per scavalcare tutte le salite e arrivare in tempo per prendere l'ultimo treno per Vienna. Non mi sono fatto mancare il consueto bagno nel lago Fuschl, senza bagnanti per via del vento e del cielo nuvoloso.
Dopo 15h:54'  ho così terminato la mia prima ultra stagionale al 68-emo posto su 381 iscritti. Tranne un po' di ruggine nelle salite coi bastoni, non ho incontrato i problemi delle gare affrontate in maggio. La classifica finale si trova qui.

Per concludere, posso dire che il percorso della Mozart 100 è di fatto diventato un percorso da World Tour Trail e la partecipazione di numerosi atleti stranieri, più della metà, tra di loro anche molto forti, ne conferma la qualità. Per quanto mi riguarda, il percorso degli anni passati era l'unico in cui riuscivo a corre quasi sempre e in più lo finivo in un orario più tranquillo per tornare in giornata. In ogni modo l'arrivo in centro in una città come Salisburgo all'ora dell'aperitivo  rimane sempre un grande spettacolo.
Controllo materiale

venerdì, giugno 02, 2017

Trail del salame

I crampi mi hanno bloccato qui
Domenica 28 maggio sono tornato a San Michele Tiorre per correre per il secondo anno consecutivo il Trail Del Salame, gara sugli Appennini parmensi da 36km con 1600 D+.
Condizioni totalmente differenti rispetto al 2016, con caldo e sintomi di allergia al fieno. Ma la difficoltà più grande da superare sono stati i crampi, che mi hanno frenato quando ancora mancavano 15km al traguardo. Mai avuti prima d'ora così forti e intensi. Una volta raggiunto l'arrivo, essi mi hanno poi inchiodato sulla sedia della foto per almeno tre quarti d'ora. Alla fine ci ho messo quasi mezz'ora in più rispetto allo scorso anno per il 36-emo posto finale in 4h:33', confermando ancora di più i problemi che ho avuto in questo mese negli passati, quando il meteo è stato soleggiato.

facile facile quando la strada è asciutta

martedì, maggio 16, 2017

Prossimo

35000 medaglie pronte per la distribuzione al Frauenlauf
Archiviata la fase delle maratone, ora riprendo il filo delle ultra, anche se quest'anno la mia stagione inizierà solo il 18 giugno con la Mozart 100. Poi proseguirà in agosto con il Dirndltal Extreme, in settembre con l'Adamello 180 per finire in ottobre con il Rund Umadum a Vienna.
Come preparazione, mi sono iscritto per il secondo anno consecutivo al Trail del Salame a fine maggio, mentre domenica prossima sarò impegnato nel Frauenlauf.
Manca quest'anno una corsa inedita, chissà che strada facendo non mi capiti l'occasione.

martedì, maggio 09, 2017

Maratona del Welsch

A pochi metri dal traguardo
Dopo due settimane dalla maratona di Vienna, sono tornato a cimentarmi nella distanza regina nel sud della Stiria per la classica maratona del Welsch, giunta ormai alla 23-ema edizione. Per me è stata la quarta presenza, la terza da Ehrenhausen a Wies.
Quest'anno il mio gruppo sportivo Freunde Des Laufsports non ha iscritto nessun gruppo, così mi sono presentato ai nastri di partenza senza nessun obbiettivo particolare, se non quello di incrementare l'altimetria in vista della prossima Mozart100 in giugno.
La gara è stata contrassegnata da un bellissimo meteo che ha messo a dura prova la mia gestione di gara. I primi chilometri li ho corsi ad un ottimo ritmo e alla mezza, il mio TomTom segnava un tempo di 1h:50', avendo affrontato le salite con un ritmo deciso e controllato in discesa. Poi dopo i primi sintomi di stanchezza alle gambe, ho provato a tenere duro fino alla salitona del km 32, dove poi sono passato al passo chiudendo di fatto la mia prestazione. A questo punto non sono quasi più riuscito a tornare alla corsa, precipitando in uno split positivo di 27'. L'ultima spiaggia è stato il ristoro del km 40, dove sulle ali dell'entusiasmo per essere tornato alla corsa per inerzia (discesa), ho provato il turbo con un bicchiere di vino bianco Welsch Riesling. Il risultato è stato catastrofico e per poco non sono dovuto andare infermeria per problemi intestinali. Sempre di buon umore ho tagliato il traguardo dopo 4h:08', mantenendo comunque delle riserve per la festa finale sotto il classico tendone allestito nella piazza di Wies.

Anche se la tenuta sulla distanza non è stata delle migliori, la maratona del Welsch è stata una buona tappa di avvicinamento alla prima ultra stagionale. Dopo le mie precedenti passate apparizioni al Welsch, che per diverse ragioni le ho sempre affrontate tirando fino all'ultimo, questa volta volta mi sono concesso un approccio più soft cercando sempre di gustarmi la corsa nonostante le difficoltà incontrate. Da bocciare tutte le prove che ho fatto col vestiario, dalla canottiera alle calze che mi hanno quasi dissanguato. La classifica finale si trova qui.

 
Seconda parte di gara
Welschriesling: c'è una ragione per cui questi tipi di bicchieri
e bevande non si trovano spesso nei ristori delle maratone  

giovedì, aprile 27, 2017

VCM 2017

Nel Prater
La 34-ema edizione della Vienna City Marathon è ormai storia. Dopo la nevicata di mercoledì in città, il tempo si è un po' aggiustato alla domenica, con sole, basse temperature e un vento quasi sempre contrario molto fastidioso.
È sempre bello partire la domenica mattina presto per portarmi alla partenza ed incontrare solo corridori. La metropolitana era intasata, ma lo stesso sono riuscito a riconoscere qualche amico prima della partenza per gli ultimi saluti prima del via.
La temperatura era quella ideale per le grandi prestazioni, il vento forte, invece, proprio no. Sono partito dal secondo blocco senza particolari problemi ed ho tenuto il mio ritmo con un po' di riserva per i momenti migliori del fine gara, che però non sono mai arrivati. Nella ricerca delle scie sono andato un po' troppo a sprazzi e alla fine le gambe pesanti mi hanno impedito di correre il mio miglior tempo nella maratona di Vienna per un minuto e mezzo finendo in 3h:23', alla mia quinta partecipazione consecutiva. Però dopo due anni filati sopra le tre ore e mezza, con il miglioramento di quest'anno quasi quasi mi è tornata la voglia di continuare con l'allenamento della maratona, anche se gli stimoli per correre contro il tempo non sono mai stati il mio forte.
Col fatto di aver anche partecipato alla staffetta aziendale con il parziale dei primi 15km, ho avuto, oltre alla doppia medaglia, un seguito nel classico locale del Prater.
In ogni modo il dopo gara è stato un tour de force, con visita medica immediata per lo studio scientifico ULTRON e annesso buffet, poi un passaggio al locale Shuttel dei Freunde Des Laufsports con tanto di birra post VCM e alla fine nella Schweizerhaus per concludere in bellezza la giornata.

Il 6 maggio si replica con la maratona del Welsch.



domenica, aprile 02, 2017

Comincia la stagione del Trail: Lindkogel Trail

Prima salita Jubiläumskreuz
Nel pieno della preparazione della maratona di Vienna, ho deciso di aprire una parentesi nella tipologia di allenamento recandomi alla vicina Bad Vöslau per partecipare al Lindkogel Trail, gara di apertura della stagione trail da 32,8km e 1300 metri di dislivello positivo. È stata la mia terza gara in tre settimane, dopo una breve parentesi a Fischament per classici 10km, terminati con un tempo di 43':16"  non proprio brillante come le altre volte.
La prima edizione del Lindkogel Trail ha visto la partenza di oltre 160 trailer, un numero non male, dove il percorso non ha mai lasciato il tempo per trovare un ritmo tranquillo.
Interessante è il fatto che le mie gambe si siano comportate meglio su terreni che quest'anno non ho ancora provato, come le discese e le salite ripide. I problemi maggiori, invece, li ho avuti nel finale, dove le gambe erano bollite, ma anche nelle parti di leggera pendenza, sia in salita che in discesa.

Altra gara dalla navigazione eccellente, dove alcuni hanno accennato a dei problemi di balissaggio, che per me erano inesistenti. Gara passata assieme a Michele dove per lunghi tratti abbiamo condiviso lo stesso ritmo, ma alla fine ero proprio piantato e non sono riuscito a tenere la sua scia, terminando comunque in un ottimo 3h:39':06".
In ogni modo questo è stato solo un assaggio del prosieguo della stagione improntata ancora sull'ultratrail. Nelle prossime settimane, invece, la divisa è quella di finalizzare la preparazione alla maratona di Vienna ormai alle porte.
La classifica finale del Lindkogel Trail si trova qui.

Al traguardo

domenica, marzo 19, 2017

Ritorno alla gare con la mezza maratona

LCC Eisbäerlauf  3
Dopo diverse settimane di ininterrotto allenamento, ho trovato finalmente il tempo e la voglia per tornare a gareggiare in una mezza maratona. Era dal 2012 che non partecipavo più a questo tipo di gara, e oggi, col numero attaccato alla maglia, mi è tornato subito chiaro il motivo. Per me stare più di novanta minuti ad una frequenza cardiaca vicina, o sopra, al 90% della frequenza massima, è uno sforzo che non riesco ad improvvisare. Sui 5, o magari 10 chilometri, mi risulta più facile, mentre nella maratona il mio ritmo è più tranquillo, senza parlare delle ultra.  Siccome quest'anno sono riuscito ad effettuare delle sessioni in soglia, ho voluto vedere il peso che hanno avuto sulla mezza. Il meteo è stato fresco e decisamente umido, condizioni ideali per scartare un possibile influsso dei pollini, ormai in piena stagione.
In gara sono tornato ad usare un orologio gps, nel mio caso un tomtom 3 nuovo. Non ha avuto molto peso rispetto alle gare fatte senza orologio perché il pace che indica il tomtom è costantemente sballato. Invece quando poi scarico i dati sul computer, i dati risultano corretti. Per me è solo un dispositivo di tracking o al massimo per controllare il tempo trascorso durante la gara.

La gara LCC Eisbärlauf 3 l'ho conclusa in 1h:32':51", solo venti secondi in più rispetto al mio personale segnato nel 2012, con tre giri da sette chilometri fatti sempre impiccato (30':09",30':51' e 31':45"). Al primo giro non sono neanche riuscito a riconosce Michele che mi ha accompagnato per un breve tratto. Un risultato alla vigilia inaspettato. La classifica completa della gara si trova qui.

Prossimi appuntamenti con le gare: domenica prossima con la 10km a Fischament, un classico che ho affrontato già tre volte, e la novità del Lindkogel trail la settimana dopo.




mercoledì, febbraio 15, 2017

Vita da maratoneta

Studio di tabelle col solito risultato: infortunio.
In questo frangente della mia carriera di podista post mezza età, il ritorno ad un regime di allenamento pre-maratona, che qualcuno magari arditamente definirebbe quasi serio, ho potuto riassaporare sensazioni già provate, che ahimè avevo quasi dimenticato. Vale a dire il classico infortunio di febbraio/marzo in vista della preparazione della maratona primaverile, quando il mio fisico, finalmente, comincia a rispondere bene agli allenamenti.
Non è stato un caso, infatti, che negli ultimi due anni passati non mi sia infortunato affrontando la preparazione all'acqua di rose. Magari con un'ultra in mezzo tanto per rallentare un po' le gambe, cancellare vecchi dolori e pervenire sessioni che nel giro di pochi minuti mi mettono subito KO, come neanche giorni interi passati senza recchia su valli e creste, mi hanno mai fermato.

Non che a correre ultra non mi sia infortunato, anzi, ma posso capire un piede che si prende un paio di mesi di vacanza dopo una serie di gare come Davos, Adamello e WRU. Ma non una gamba, che neanche dopo venti minuti, pretende tre settimane di relax perché quella sera gli girava così.
Solo per questo mi verrebbe voglia di iscrivermi ad una 500 miglia. Poi vorrei vedere se alla fine non riesco a far digerire, a queste signorine gambe così delicate, che magari non sia meglio una gara come la maratona invece di un'ultra. Ma alla fine lo so, che per ripicca sui piedi, faranno finta di niente e gireranno giorni interi come se niente fosse.