martedì, dicembre 25, 2012

Avvento di corsa a Klosterneuburg



Domenica 9 dicembre, seconda domenica d'avvento, freddo, vento e sopratutto gara. Sono a Klosterneuburg per la seconda volta a correre la classica gara podistica. Anche se questa volta c'è il sole invece della neve, la costante del vento rimane. Il percorso è di soli 8 km, la prima metà a favore di vento, la seconda contro. All'inizio e alla fine la stessa salita, con annessa discesa, della rampa alla rotonda. Breve ma secca, spezza gambe. Un percorso tutt'altro che facile. Al via parto in mezzo al gruppo, molto coperto e alla prima discesa, dove inizia il percorso a favore di vento, spingo al massimo. Al giro di boa comincia la parte contro vento, qui cerco la scia di un corridore che per magia mi compare di fianco. Gli dico che non ha senso stare affiancati, che se ci alterniamo davanti andiamo più veloci. Così ci diamo il cambio ad intervalli regolari e, pian piano, andiamo a prendere i corridori che ci stanno davanti. Sull'ultima salita finale, siamo in tre, però perdo un po' il contatto. Nell'ultima discesa parto in una lunga volata, riprendo subito gli altri due soci e continuo la mia fuga. Quando il percorso però spiana, la velocità cala e il mio socio di fuga, che ne ha ancora, mi supera viaggiando indisturbato al traguardo. Un bel gioco di squadra che raramente si vede nella corsa. Alla fine arrivo 18-emo, meglio di due anni fa.

giovedì, dicembre 06, 2012

Diecimila di beneficenza


Qual è il senso della corsa?
La stagione sta per finire ed ho ancora in programma un paio di gare veloci. La prima è quella che si svolge domenica 25 novembre 2012 al Prater, organizzata dal mio club Freunde des Laufsports. Oltre all'aspetto benefico della competizione, il ricavato va tutto in beneficenza, la gara si svolge su di un circuito pressoché piatto con buone possibilità di fare un gran tempo. Riuscirò a ripetere la prestazione dell'anno scorso dove ho infranto il muro dei 40 minuti sui 10 km? Quest'anno alla partenza ci sono molti più concorrenti, c'è un pallido sole a scalfire la nebbia e la temperatura è gradevole. Ottime condizioni per premere sull'acceleratore. Al via mi presento, come faccio sempre in questo periodo, senza orologio. Mi sto allenando a sensazione e vorrei continuare con questo metodo almeno per qualche mese prima di giudicarne i risultati. La tattica di oggi è molto semplice, ci sono 4 giri, basta correrli ognuno sotto i dieci minuti e il personale è fatto. Al via parto davanti e mi lascio sfilare. Al termine del primo giro il cronometro segna 9':50", è un ottimo tempo se non fosse che sono già al gancio. Al secondo giro sono ai 20 minuti esatti, ancora perfettamente in tabella. Però non ne ho più, vorrei smettere e magari classificarmi nella gara dei cinquemila. Le gambe però sono di un altro pensiero e vado avanti. Al terzo giro comincio a gestire le forze, non vorrei rimanere piantato alla fine e magari perdere un buon piazzamento. Al quarto giro sono di nuovo in palla e provo ad aumentare, non di molto, ma mi basta per mantenere la decima posizione in assoluto, la terza di categoria con un bel podio finale.
Il senso della corsa? Durante la mia prima maratona un tizio si affacciò alla finestra e disse pressapoco questo nel suo austro-tedesco:"Se andate a lavorare fate senza correre".

martedì, novembre 20, 2012

Intermezzo



Dopo le ultime quattro gare in quattro settimane è arrivato il tempo di rifiatare un po'. Non è ancora arrivato però, il tanto l'agognato tempo in cui le uniche ripetute riguarderanno le dita dell'indice e del pollice per pigiare il telecomando, ma ci sto lavorando. Nel frattempo sono stato un po' in giro per la vecchia Europa e non sono riuscito a stare fermo. Così a Dublino mi sono divertito, prima della colazione, a correre sulle colline di Bray passando anche per il mitico Cliff Walk. Mare, prati, cavalli in libertà e trails fantastici mi hanno piacevolmente sorpreso. Era lo stesso week-end della maratona di Dublino, ma con dei posti simili, chi rimpiange la corsa sulle strade asfaltate della metropoli irlandese? Dopo qualche giorno mi sono spostato nell'eterna Breda Cisoni con la voglia di correre ancora una volta sugli arginelli. Nebbia e fango non mi hanno fermato, anzi ho aggiunto anche un giro della civetta per arrivare ad una ventina di km. Correre in solitudine nella nebbia tra le campagne bredesi è sempre molto piacevole. Per concludere il mini ciclo delle corse in natura senza orologio e cardio, l'ultimo fine settimana l'ho dedicato a corse particolari. Sabato mattina alle 5, con altri 35 temerari del mio gruppo sportivo, abbiamo fatto un giro sulle colline Viennesi per l'ormai leggendario giro del Kahlenberg, non un giro qualsiasi, ma un rito. Partenza nel cuore della città, quando le discoteche suonavano ancora e arrivo dopo 36 km per una colazione che è diventato un menu completo a tre portate.

sabato, ottobre 20, 2012

Maratona a Bregenz

7 ottobre 2012 ci sono stato, senza orologio, u ciapà ad l'acqua da stufam e l'ho finita in 3h:23, PB.




La gara
La maratona di Bregenz si corre in tre stati: Austria, Germania e Svizzera. Il mio amico Edi mi ha chiesto se volevo partecipare con lui e così dopo Barcellona, eccoci ancora qui al via di una nuova maratona. La partenza è a Lindau, un'isola sul lago di Costanza collegata alla terra ferma da una strada e una ferrovia. Gli organizzatori, però, ci portano alla partenza col traghetto. Piove, le previsioni non lasciano adito a speranze di miglioramento, tempo da lupi fino a sera. E così sarà. Per me non è un problema correre in queste condizioni, anzi, quello che però non mi piace è aspettare il via sotto la pioggia. Cosi occupiamo un paio di sedie sulla nave spogliatoio e vi rimaniamo fino a dieci minuti prima del via. Indosso un impermeabile usa e getta e prendo posto nel mio blocco di partenza. Il cantante sul palco scalda l'atmosfera, ma il ragazzo a me di fianco trema dal freddo, piove e c'è vento. Alle undici in punto finalmente il via. Questa volta non porto nessun orologio e cardiofrequenzimetro per scelta, voglio correre la mia prima maratona a sensazione. Basta tabelle, ritmi e medie, lascio il mio corpo decidere come meglio crede senza nessun obbiettivo finale. I primi chilometri scorrono tranquilli, molti mi superano, ma io vado per la mia strada. Ad un certo punto mi supera il pacer della mezza da 1h:40', potrei seguirlo per tenere un tempo finale da 3h:20. Non lo faccio e rimango fedele alla mia strategia. Al km 15 il gruppo si divide, ora corro solo assieme ai maratoneti. Qui comincio ad aumentare un po' l'andatura, la pioggia è incessante, il terreno è un po' sterrato ma lo spirito e il morale sono alti. Alla mezza trovo il primo riscontro cronometrico, 1h:44', un tempo che mi piace per stare sotto il mio personale di 3h:26. Aumento ancora l'andatura così da recuperare posizione su posizione e, guardando la classifica finale, questo sarà il mio tratto più veloce. Arrivo in Svizzera, trovo la banda e anche qui un po' di teatro col direttore, dopo aver salutato tutti i banchetti trovati fino ad ora. Superare e fare spettacolo col pubblico, una tattica che non si trova su nessun manuale di corsa e che non ha nulla a che vedere con l'ottimizzazione del consumo delle energie. Però ha un grandissimo effetto sulla mente e mi diverte. Chissà cosa pensano questi miei colleghi dalle facce lunghe e segnate dalla fatica, che vedono un tipo che li supera a 20 secondi in più al km, sorridendo e che scherza con la gente ai lati. Quando mi capita, penso che sarebbe bello che questi disinvolti trovassero un bel muro al km 39, che ci sbattessero contro e poi superarli col ghigno sarcastico, ma non mi succede mai, se non quando ho provato ad imitarli. Invece oggi sono dall'altra parte, qualche corridore mentre lo sorpasso mi incita anche e sopratutto niente muro, per ora.
Al km 33 arrivano i primi dubbi, i polpacci sono duri e può anche darsi che le riserve energetiche finiscano presto. Rallento di qualche secondo al km ma al chilometro 35 capisco che posso arrivare in fondo senza problemi. Al km 41 entro nello stadio di Bregenz e dopo un paio di giravolte taglio il traguardo, dove mi concedo, tra qualche risata, anche qualche flessione in stile Nove Colli, ma certe gare non dovrei neanche nominarle. Prima di lasciare la zona arrivo, mi giro per dare un'occhiata al tempo finale e vedo 3h:24. Non male, questo è sicuramente il mio personale, che alla fine in effetti sarà di 3h:23'. Quattro gare in quattro settimane, non posso correre sempre col massimo della concentrazione e al limite. Un socio del mio club mi disse che correre una maratona deve fare male, altrimenti non è correre una maratona. Non so se abbia ragione, ma correre come oggi, però, è un vero piacere.
Dettaglio della mia classifica.

mercoledì, ottobre 03, 2012

Corsa sulla Schneeberg


"Cosa prendi da bere?"
"Una birra!"
Non è un dialogo rubato in un pub Viennese, ma è quello che ho risposto alla signora addetta al ristoro per gli atleti giunti al traguardo sabato 29 settembre 2012 sulla Schneeberg. La corsa su questa montagna è ormai un classico, si corre lungo la ferrovia, che per l'occasione partecipa anche alla gara nella cosiddetta gara uomo contro la macchina. Una macchina piuttosto vecchia però, che, come una volta, funziona ancora a carbone. Nulla a che vedere con le moderne locomotive che portano i turisti in cima, ma queste non partecipano. Per la partenza mi trovo a Puchberg, appena dietro al cartello della foto, un paese a meno di un'ora da casa mia. La mattina alle 9 ritiro il pettorale e consegno i vestiti di ricambio che verranno portati su col treno fino al traguardo. C'è una marea di gente, al via siamo più di trecento e riconosco atleti molto forti. Il percorso è di circa 10km con un dislivello superiore ai 1100 metri. Dopo un primo chilometro pianeggiante, la strada prosegue in una sola direzione, quella verso l'alto. Al via il gruppo parte con una velocità che sembra una finale olimpionica sui 1500 metri, forse per provare l'ebrezza della velocità, perché dopo i primi metri stare sopra i 10 km/h sarà solo un privilegio dei primi 5. Per quanto mi riguarda, la strategia di giornata è partire piano per poi aumentare nel finale se ne avrò ancora. Al secondo chilometro la salita comincia a farsi sentire e col mio ritmo riesco a risalire numerose posizioni. La strada è larga, ghiaiosa, priva di tornanti e si vede molto bene il profilo. Dopo qualche km, nei pezzi più impegnativi, abbandono la corsa per il passo veloce, il polso è troppo alto. Perdo qualcosina rispetto a tutti gli altri che intorno a me corrono e mi ricuperano con un affanno non trascurabile, ma ho il vantaggio di abbassare il polso e di cambiare il ritmo appena la pendenza cala tornando così davanti. La tattica sembra funzionare in quanto, chilometro dopo chilometro, mi porto sempre più avanti. Ora cinquanta metri di discesa a tutta, quanto mi manca la discesa e sono al km 8 dove comincia la parte più impegnativa. Qui tutti quelli che mi stanno attorno vanno al passo e che passo, non riesco a tenerlo perdendo così diverse posizioni. Su questo terreno, con pendenze intorno al 20%, devo migliorare molto. Sono però rilassato, incito quelli che mi superano e scherzo col fotografo. Evidentemente le ultime due gare hanno lasciato delle scorie, sopratutto a livello mentale. Arrivo al traguardo con un bel sorriso dopo 1h:21' col 93-emo tempo e ricevo una coperta. Qui ai 1800 metri tira un bel vento, le nubi sono cupe, però la vista è limpida e notevole. Per la cronaca, la locomotiva a vapore non ha fatto meglio del quarto posto. Dopo un bel meritato ristoro isotonico a base di birra, prendo il treno per tornare giù alla partenza. La classifica finale si trova qui, i dati del mio Garmin qui.

domenica, settembre 23, 2012

Finale di coppa col podio


In cavdagna a su fa al me mastèr. Sabato 22 settembre si corre l'ultima tappa della coppa est. Prima di partire, nella generale di tutta la stagione sono quarto, ma col gioco degli scarti, con un piazzamento, anche nelle retrovie, potrei salire sull'ultimo gradino del podio. Per fare meglio dovrei sperare che qualche mio concorrente che mi sta davanti non arrivi al traguardo, ma è meglio che guardi il mio piazzamento, se qualcosa dovesse andare storto, tipo caduta o infortunio, addio podio stagionale. Per riuscire a fare risultato finale in coppa ci vuole costanza e un po' di fortuna, quello che mi sta capitando quest'anno. Non so bene come sia il percorso, ma con mia sorpresa scopro, a pochi secondi dal via, che non è il solito circuito paesano, ma è un tragitto che si snoda nella campagna collinare circostante a Enzersdorf an der Fischa. Questo significa salite, discese e ghiaia. Parto nel mezzo del gruppo, un po' per l'idea di non avere nelle gambe grande velocità, come ho dimostrato la scorsa domenica, in parte perché tirare troppo non avrebbe molto senso, mi può bastare arrivare al traguardo sotto i 50 minuti. La gara però prende una piega differente. Al secondo chilometro la strada comincia a salire e mi ritrovo a superare concorrenti senza cambiare ritmo. La cosa comincia a farmi uscire dal torpore del tran tran del ritmo costante classico della corsa su strada piana. Al secondo saliscendi comincio a spianare la salita ed aggredire la discesa, risalendo così posizioni su posizioni, fino all'ottava in pochi chilometri. Mi ritornano in mente le sensazioni della Welschmarathon e quella della monte Ötscher, quelle che mi portano sempre più a correre in montagna, a dispetto dell'ascesa contemplativa, alla ricerca di quello sforzo che porta il corpo in una sorta di trance agonistica, che alcuni chiamano flow. Qui provo ad incrementare ancora l'andatura ma non riesco più a chiudere sulle posizioni davanti. Anche questi qui si trovano bene sul collinare e in più è gente che è abituata a stare davanti, con grande velocità nelle gambe. Ora è solo discesa, provo un ultimo attacco da fuori giri che non ha l'effetto desiderato in quanto la strada spiana e non riesco più a tenere il ritmo. Al traguardo arrivo sfinito, portando però a casa il mio miglior piazzamento stagionale, un ottavo posto assoluto, il quinto di categoria con un tempo molto vicino al mio personale sui diecimila, su un percorso anomalo ricco di saliscendi. È il modo migliore per concludere la coppa, che così mi vede salire sul terzo gradino del podio della categoria dei quarantenni. Un bella soddisfazione per una stagione fatta di grandi alti e qualche basso dovuta agli infortuni. La classifica finale qui, i dati del mio garmin qui. La classifica finale di coppa sarà qui.
La stagione comunque non è ancora finita, sabato 29 settembre prossimo sarò sullo Schneeberg, la montagna della neve.

Podio finale classe M40

lunedì, settembre 17, 2012

Ritorno alle gare: Ebreichsdorf 10 km

Ebreichsdorf In questo periodo non sono molto prolisso nell'aggiornare il mio blog, ma da infortunati la voglia di scrivere vola via. E anche se ho ripreso con gli allenamenti da circa cinque settimane, la forma primaverile è tutta da riconquistare.
Domenica 16 settembre è arrivato finalmente il momento di tornare alle gare. Sono passati quasi tre mesi dall'ultima mezza, in mezzo la pausa forzata dovuta ad una noiosa fascite plantare. Alle nove del mattino sono dietro alla piazza di Ebreichsdorf a ritirare il mio pettorale. Il paese lo conosco, ci sono già passato in bici e si trova a 22km a sud di Vienna.
Le gambe oggi sono molto pesanti, merito dell'uscita del giorno precedente, dove, grazie ad un evento organizzato dal gruppo italians di Vienna, mi sono concesso un allenamento extra sulla Rax, con annessa pausa rigenerante alla baita. Non troppo rigenerante, visto le condizioni in cui mi trovo alla partenza, ma correre in montagna, per poi continuare a salire e mangiare in compagnia ne valgono la pena. Poi le gambe pesanti non contano, l'importante è essere al via senza noie extra al plantare del piede, così da poter ritornare a correre con continuità. Questa competizione è la penultima della serie coppa-est che mi vede al momento quinto nella categoria M40, ma con speranze di podio. Non sto curando molto questa competizione, in quanto se ho fortuna, anche con modesti piazzamenti potrei fare risultato, in caso contrario anche con un record personale non andrei lontano. Così mi concentro più sulle sfide che dovrò affrontare le prossime settimane, vale a dire la maratona di Bregenz, ma la gara che mi interessa di più è quella della settimana prima sullo Schneeberg, la montagna della neve.
La gara di Ebreichsdorf si svolge su di un circuito da percorrere tre volte, al via parto davanti, sopratutto per la foto, ma ben presto devo lasciare il passo. Il secondo e il terzo giro mi stabilizzo su una velocità più lenta, ma tengo un ritmo costante. Nel finale, l'istinto mi fa sprintare, a pochi metri dal traguardo, con successo per la 25-ema posizione e con mia grande sorpresa la quarta di categoria. Uno dei miei migliori piazzamenti per la coppa, paradossalmente con il tempo più alto. Oggi mi è andata bene e pazienza per l'ennesimo quarto posto stagionale di categoria, ma l'importante è essere tornati in pista. I dati del mio garmin sono qui, la classifica finale qui e sabato 22 settembre l'ultima tappa della coppa.
Rax - Schlangenweg
Rax Schlangenweg

martedì, agosto 21, 2012

Ferragosto sul Vioz

Ci sono momenti nella vita di un corridore dove si ha voglia di provare qualcosa di diverso, di finire qualcosa lasciato in sospeso molto tempo fa, di fare un viaggio nei ricordi. Per unire queste attività, ho pensato che sarebbe stato bello tornare a tentare di scalare il monte Vioz, come avevo provato molti anni fa senza riuscirci. Così da poter correre su e giù per montagne che da molto non vedo più e cercare di riconoscere luoghi in cui ho trascorso le mie estati quando ancora non avevo quindici anni. Contatto Beach, che, entusiasta, si dice disponibile ad affrontare la salita assieme a me e Umberto, il 16 agosto. Data la mia lontananza dalla Val di Sole in trentino, decido di raggiungere Fucine già il giorno prima dove pernotto nell'albergo Garnì Zanella. È il giorno di ferragosto sono in Italia e mi concedo una bella passeggiata lungo il torrente Noce, un po' per vedere la strada che dovrò affrontare, un po' per riconoscere posti già frequentati, come la mitica casa rosa di Don Giosuè. Per abbinare anche un po' di corsa alla scalata, decido di partire da Fucine per raggiungere, di corsa, i miei due amici che mi aspettano al Doss dei Cembri. La strada per arrivarci è semplice, seguo la ciclabile fino a Cogolo, poi prendo la statale fino a Pejo. Lì passata la chiesa e riempito la riserva d'acqua, seguo il sentiero 105, passo per il cimitero Austro-Ungarico e salendo arrivo fino alla malga Saline. Da lì proseguo lungo un sentiero che arriva al Doss, dove i miei due soci mi stanno aspettando. Ora in tre, dopo una breve rinfrescata, proseguiamo al passo per il rifugio Vioz a quota 3535 metri, dove trascorreremo la notte. Il meteo non è un granché, anzi dopo qualche minuto ci imbecchiamo in un temporale. Per fortuna abbastanza innocuo. Dopo una leggera pioggia, il cielo si schiarisce e con qualche sosta raggiungiamo il rifugio senza nessun problema. Ora relax e attesa fino al mattino dopo. La notte in quota non è molto riposante, ma quando è ancora buio, siamo già fuori. Con una temperatura vicino allo zero, un vento forte e le prime luci dell'alba partiamo verso la cima vera e propria. Lo spettacolo della montagna è splendido e dopo aver scattato qualche foto, passiamo in rassegna entrambe le cime del Vioz, la prima contrassegnata da una croce, la seconda da un piccolo parallelepipedo. Quando il sole è già in pieno possesso del giorno, cominciamo a scendere in tutta tranquillità fino al Doss. Poi con l'aiuto degli impianti raggiungiamo Pejo fonti per un meritato ristoro. Ultima fatica di giornata, il rientro a Breda Cisoni dove Caligola ha già in pugno la situazione con i suoi 36 gradi di caldo africano. I dati del mio Garmin sono qui.



Caratteristiche del percorso

Partenza: Fucine (Trento) 970 slm
Arrivo: Rifugio Vioz quota 3535 slm
Distanza: Circa 23 km, di cui di corsa circa 18km fino al Doss dei Gembri e 5km di salita fino al rifugio.
Tempi: Uscita da 6h:40, di cui 2h:40 di corsa.
Dislivello positivo: circa 2560 metri

Secondo giorno arrivo in cima Vioz a 3645 slm e discesa rifugio-Doss in poco meno di 3h.

Equipaggiamento

Scarpe mizuno wave rider 14, non adatte al tratto dal rifugio alla cima, ma usate per problema fascite plantare.
Zaino Salomon S-lab XA 12 Litri, ottimo per correre in montagna, camel back da 1,5L e spazio sufficiente per un minimo di ricambio (felpa, pantaloni, giacca a vento, maglietta, guanti e cappello). In caso di pioggia ho usato un sacchetto per tenere dei vestiti asciutti. Ho usato, in salita, manicotti e cavigliere tipiche dei ciclisti come complemento alla maglietta e pantaloncini corti.

venerdì, luglio 13, 2012

Hohe Wand, corsa in montagna e stop


Sabato 30 giugno unisco la voglia di fare una bella gita in montagna con tutta la famiglia e la voglia di partecipare ad una gara per me inedita, quella sul monte Hohe Wand, non lontano da Vienna. Una specie di pietra Bismantova, anche se sopra ci sono i boschi e non sempre si può vedere lo splendido panorama sulla valle. Al via mi presento dopo una settimana senza allenamenti, in quanto ho un dolore al calcagno, penso sia una fascite plantare. Alla partenza ci sono i soliti trenta gradi e passa, tipici di questa insolita calura estiva. La gara è di 6.5km per un dislivello di 650 metri. Nel riscaldamento, riemergono i dolori al piede e uno stato generale di stanchezza dovuta ad un periodo molto intenso. È bello avere l'illusione di avere un stato di forma che aumenta sempre, partecipare a molte gare e praticare allenamenti intensi come se nulla fosse. Ci pensano, però, gli infortuni a spegnere subito queste illusioni. Al via cerco di imbrogliare il fisico partendo davanti, ma ben presto devo rallentare. Mi stupisce il fatto che nel tratto intermedio piatto non riesca a cambiare ritmo, rimanendo imballato, per me una novità. Al ristoro mi concedo una pausa per rimettere le idee a posto e ripartire nel tratto ripido da affrontare al passo. Qui mi sorprendo col fatto che riesco a tenere un buon ritmo, superando anche qualche concorrente. Una volta raggiunta la cima, la breve discesa conclusiva mi rimette di buon umore così che riesco anche a recuperare qualche posizione per arrivare in solitario. Una gara in montagna è sempre bella. Alla fine arrivo 25-emo, anche se molto dietro in categoria con un tempo di 47'. Il panorama che si gode all'arrivo ripaga di tutta la fatica fatta per arrivarci e regala un senso di pace. Ora però è arrivato il momento di prendere un pausa. Correre gare senza allenamento non ha un gran senso, il fisico e la mente esigono un po' di riposo. Anche perché è arrivato il tempo delle vacanze e quest'anno sarò sullo splendido mare greco dell'isola di Corfu. I dati del mio Garmin si trovano qui

sabato, luglio 07, 2012

Mezza maratona a Baden



La corsa non è come giocare a scacchi. Non bisogna scervellarsi ad ogni mossa, ma spesso basta partire col proprio ritmo e tenerlo fino alla fine. Oggi sono a Baden, dove sto per partire per la mezza maratona della città. Fa caldo, molto caldo, ma non mi disturba. Una settimana dopo le fatiche di Lackenhof sul monte Ötscher, ho voglia di fare una corsa su strada per divertirmi. Incontro alcune facce note che saluto e poi via che si parte. Sono abbastanza inchiodato, ma voglio andare con calma, tenere il mio ritmo per poi approfittare dell'alta temperatura per finire bene. A Mörbisch avevo perso brillantezza alla fine proprio a causa della temperatura. Il percorso è un circuito cittadino, con molte curve e anche un po' di saliscendi, da percorrere sei volte. Dopo tre giri, comincio a sentirmi bene e provo ad incrementare un po' l'andatura. Le sensazioni sono davvero ottime, mente e gambe vanno di pari passo e non è difficile recuperare posizioni, specialmente nella parte in pendenza. Al penultimo giro, atleti che hanno già finito la corsa dopo tre giri, ma ancora col pettorale, corricchiano lungo una traversa e mi confondo. Li seguo ma mi accorgo che la strada non è quella giusta, devo tornare indietro. Uno sbaglio di percorso che mi fa venire voglia di finire a tutta, con l'ultimo giro fatto a ritmo da 10K. Al traguardo arrivo veramente in palla, peccato che non ci sia ancora qualche giro da fare. Dopo un 1h:32' finisce la mia gara, è il mio migliore risultato sulla distanza. Un risultato davvero inaspettato, ma è la dimostrazione di quale sia la carica che viene dal finire una gara come un'ultra maratona in montagna. La classifica finale si trova qui, mentre i dati del mio Garmin qui.


sabato, giugno 23, 2012

Ultramaratona del monte Ötscher



Sono ormai tre ore che sono in gara e le energie si stanno esaurendo. Manca ancora molto all'arrivo e sopratutto domani c'è ancora un'altra tappa molto dura da percorrere. Cosa faccio?
Sono questi i pensieri che mi accompagnano durante la gara del monte Ötscher. Il venerdì 15 giugno 2012 mi presento in bici a Lackenhof all'ostello dove alloggiano molti atleti. In camera con me, trovo altri due corridori alla loro prima esperienza in questa gara. Mi piace il clima che si respira nell'ostello, ci si scambiano esperienze e si ha la possibilità di conoscere atleti molto forti. Al via ci presentiamo tutti puntuali alle nove di sabato mattina dopo un'abbondante colazione. Non so bene come affrontare la gara, ma il motto, almeno al via, è quello di partire piano. 50km in percorso montuoso con più di 1800 di dislivello ad una temperatura di circa 30 gradi, non son uno scherzo. Ci sono tre salite principali con altrettante discese. Sulla prima rimango coi freni tirati, sulla seconda invece mi lascio prendere dall'entusiasmo e cambio passo. Mi ritrovo dopo trenta chilometri nel canyon o come qui si chiamano i Gräben, abbastanza davanti, ma la forza che avevo nei primi trenta chilometri mi sta lasciando inesorabilmente.


Lo conosco questo stato e non c'è nulla da fare, bisogna pensare solo a difendersi e di trovare il modo di arrivare in fondo. La corsa diventa passo e le soste ai ristori si allungano, devo alimentarmi molto senza sollecitare troppo lo stomaco. La mente però, nonostante le gambe piantate e piene di crampi, è serena. Il posto dove sto correndo è fantastico e tra un accenno di corsa e l'altro mi butto nel torrente per trovare un po' di rinfresco tra lo stupore di molti turisti. Finisco la prima tappa con un bel sprint finale in discesa in 6h:16' e dopo la prima tappa sono 71-mo.



Ora si tratta di recuperare le energie che sono finite da un pezzo. Non ho dolori particolari, solo che le gambe sembrano inchiodate. La giornata prosegue con massaggi e cena. Il secondo giorno ci aspetta la salita del monte Ötscher con passaggio sulla cresta in arrampicata libera, la tappa regina. Le gambe durante il riscaldamento, anche se non fanno male, non vanno. Parto allora in fondo e piano per vedere come evolve la situazione. Ben presto entriamo nel bosco dove tutti vanno al passo. Qui provo un passo veloce per superare un po' di concorrenti. Mi riesce all'inizio, ma poi devo calare. Ad un certo punto il bosco finisce e comincia la roccia. La fila di persone che arriva fino alla cima è impressionante, faccio fatica a credere che devo andare fino a lassù.



In questo pezzo perdo molto tempo, dimostrando di capire poco di arrampicata. In cima le cose cambiano, qui comincia una discesa molto tecnica e difficile dove riesco a trovare un buon ritmo. Arrivo al traguardo sotto le tre ore in 2h:55', che fanno 9h:11' totali che mi valgono il 50-mo finale, tra i 106 partenti iniziali. Provo una grande soddisfazione, sono riuscito a terminare una gara che fino a qualche mese fa credevo fosse per me una chimera.

Si conclude così uno splendido week-end passato tra l'imponente monte Ötscher. In questa gara sono andato oltre la distanza della maratona, sperimentando nuovi tipi di terreno. Ho capito quanto sia importante, per riuscire ad arrivare fino in fondo, l'aspetto mentale nella gestione della gara. I dati del mio garmin si trovano qui

In piscina con l'organizzatore

lunedì, giugno 11, 2012

10 km a Bruck an der Leitha


Sabato 2 giugno mi presento a Bruck an der Leitha, un piccola cittadina vicino al lago di Neusidl am See, per la quarta gara della Coppa Ost. Coppa che per una strana coincidenza di eventi, mi vede al comando dopo tre gare nella categoria M40. È un po' come nel calcio, quando dopo tre giornate al comando della classifica si trovano squadre come il Siena o il Palermo, che poi a fine campionato fanno fatica a salvarsi. Vedremo se alla fine, dopo le otto gare previste, riuscirò a stare coi primi. In questo periodo le gare di coppa mi interessano poco, il mio allenamento è concentrato sull'ultramaratona del 16-17 giugno. Però dopo molte uscite lunghe e lente, una bella gara veloce sul piano non fa sicuramente male. Al via c'è anche mia figlia, che ha voglia di gareggiare anche lei, su una distanza ridotta. In gara ho l'intenzione di viaggiare ad un buon ritmo e di finire in accelerazione, il contrario di quello che faccio di solito nelle gare corte, vale a dire partire forte e cercare di tenere fino alla fine. La tattica mi riesce, anche se poi si sviluppa una gara in solitaria. I più veloci vanno via subito poi, anche se riesco ad incrementare il ritmo nell'ultimo terzo di gara, non riesco più a recuperare posizioni. La tenuta di forza è ottima, visto il terreno che, anche se pressoché piatto, è per la metà ghiaioso e bagnato. Alla fine risulto 21-emo, nono di categoria, con un buon 40':59", con i dati del mio garmin qui.

martedì, maggio 08, 2012

Welschmarathon: la maratona del Welsch-Riesling


Sabato 5 maggio la sveglia è alle 4:40, perché così presto? Perché devo andare nel sud della Stiria, vicino al confine con la Slovenia per partecipare alla maratona Welschlauf. La gara si svolge tra le montagne della strada del vino, con partenza, per i maratoneti, a Wies e arrivo a Ehrenhausen. In auto arrivo alla stazione del bus navetta che dal traguardo mi porta alla partenza. Già sul pulmann si possono intravedere le strade da percorrere e il pensiero è quello di quanta strada ci sarà da percorrere, con delle belle salite. In ogni modo la distanza di ogni maratona è sempre quella: 42,195 km. Qui però ci sono delle salite da fare, 1440 metri di dislivello secondo l'organizzatore. A Wies, c'è già pronta la banda, che suona il suo repertorio. Qui incontro gli miei soci della mia società sportiva. Loro correranno, oltre che singolarmente, anche per la speciale classifica dei gruppi, dove il tempo viene preso sul quinto arrivato della squadra. In tutto la società ha iscritto due gruppi da cinque e due solitari, tra i quali ci sono io. Foto di rito e via che si parte sotto uno splendido sole, a mezzogiorno ci aspetteranno 25 gradi senza nuvole. L'ambiente è veramente molto bello, piccole strade asfaltate con saliscendi in mezzo ai boschi e vigneti. In queste valli la risorsa principale è la produzione vinicola di qualità, così come il turismo legato all'agricoltura. Questa manifestazione è un grande evento pubblicitario per tutta la regione. Ogni paese toccato allestisce il banchetto del ristoro, una doccia volante e magari qualche elemento musicale. I miei soci partono forte, vogliono fare un gran tempo, mentre io voglio fare un buon allenamento in vista di giugno e capire quanto posso tenere su salite e discese distribuite su più di quaranta chilometri. Fino al km 14 viaggio nelle retrovie al ritmo di 5:30, poi quando la strada comincia a salire, provo un cambio di marcia. Mi sento molto bene e riesco a recuperare molte posizioni e tutti i miei soci. La mezza maratona della settimana scorsa con trenta gradi mi ha fatto capire come si corre col caldo, vale a dire cappello sempre in testa, non saltare neanche una doccia per togliersi il sale dalla pelle, bere gatorade, acqua sulla testa e non mangiare nulla per evitare problemi allo stomaco. In discesa cerco di non forzare, almeno fino al km 35, per riuscire ad andare meglio in salita. Il passaggio più difficile è lo strappo che arriva dopo una lunga discesa, il cambio di pendenza inchioda le gambe. L'arrivo a Ehrenhausen dopo 3h:40 e più di mille metri di dislivello positivo, in mezzo a tutto il pubblico e speaker, è fantastico. Poi doccia freddissima e mangiata sotto il tendone con tutti gli altri soci, che tra l'altro hanno vinto la classifica dei gruppi. È un'interpretazione diversa della classica maratona piatta e veloce, dove si cerca di fare il proprio personale, ma è un modo di fare festa con la gente e la cultura di una regione, passando una bella giornata di sport. La classifica finale si trova qui, i dati del mio garmin qui.

sabato, maggio 05, 2012

Mezza maratona a Mörbisch

Sabato pomeriggio 28 aprile è arrivata l'ora di partire. Arrivo alla stazione di Meidling con la bici, il biglietto ce l'ho già e non mi devo preoccupare di quando arriverò, ho già avvisato che arriverò tardi al ritiro del pettorale. Parto per la terza tappa, sulle otto in programma, della Ost-Cup (Coppa dell'Est) manifestazione che ho deciso di portare fino in fondo. Questa volta vado in Burgerland, al confine con l'Ungheria, precisamente a Mörbisch, un piccola cittadina turistica sul lago di Neusiedl dove mi aspetta una mezza maratona. Il tempo è pesantemente estivo, sopra i trenta gradi con un vento caldo da sud e cielo senza nuvole. Il treno non mi porta fino a destinazione, ma scendo in un paese vicino che dista tanto quanto Viadana da Breda Cisoni. Ho preso su la bici apposta. Una volta sceso a Wulkaprodesdorf, con l'aiuto del gps, riesco a trovare la giusta strada pedalando perlopiù controvento. Il percorso si snoda in mezzo alla campagna piena di colza in fiore, su una dolce collina, attraverso una strada dismessa, che la via dei Campetti al confronto sembra un bigliardo. È la via della cortina di ferro, direttamente lungo il confine con l'Ungheria. Del filo spinato e delle mine non è rimasto nulla, ma solitamente le strade campagnole della regione sono molto più agevoli. Quando ancora sedevo sui banchi di scuola a preparare l'esame di maturità, qui, i tedeschi della Germania dell'Est, dopo un lungo viaggio, trovavano un buco nella cortina nel quale passare per raggiungere poi la Germania dell'Ovest. Chissà quante storie di persone in fuga, alcune tragiche, sono racchiuse in queste colline. Ora queste vie sono percorse dai guardia caccia, paisan, cicloturisti o chi come me si deve presentare alla partenza di una gara podistica. Alla partenza mi accorgo che ho dimenticato il cardiofrequenzimetro, così faccio la mia prima gara a sensazione. Conoscendo qualche podista e sapendo più o meno che ritmo fanno decido di seguirli e vedere come si evolve la situazione. Fa un gran caldo, si parte col fresco delle 15:30 e molti dopo un po' si ritirano. A me va bene fino al quarto e ultimo giro, qui perdo la scia giusta e rimango solo controvento perdendo energie e velocità. Un vento micidiale, saranno contenti quelli che, dall'altra parte del lago, stanno svolgendo i campionati di windsurf. In ogni modo, alla fine riesco a tenere la decima posizione assoluta, mai così avanti in una mezza maratona, con un tempo di 1h:40', un po' lontano dal mio primato, ma anche il primo classificato ha finito in 1h:24', sicuramente dieci minuti in più di quanto aveva previsto. Oggi non era proprio un meteo da primati personali. Dopo una rinfrescata ho ancora energie per prendere la bici e tornare alla stazione, la mia gita pomeridiana finisce qui, al distributore delle bibite.
La classifica generale si trova qui

lunedì, aprile 23, 2012

Sulla giusta strada


Dopo aver passato un periodo tribolato con qualche infortunio, pollini e una condizione approssimativa, eccomi entrato in una fase dove il corpo comincia a rispondere agli stimoli della mente che vuole allenarsi. L'impegno principale sarà orientato alla ultra maratona del monte Ötscher, il prossimo 16 e 17 giugno. Per arrivarci in una condizione tale da poter finire la gara, sto portando avanti un allenamento adatto. Per esempio sabato scorso ho effettuato un'uscita da due ore e venti su un percorso collinare e domenica ho partecipato ad una gara su strada. Questo per adattarmi allo sforzo intenso distribuito su due giorni. La gara alla quale ho partecipato era la Run15 che si correva qui a Vienna, su un pezzo di strada che è stato teatro della maratona due settimane fa. Le gambe girano bene, così durante gli 8 km della corsa sono riuscito a tenere un ritmo medio da 3:54 con sprint finale a 198 battiti, il mio polso massimo, che mi ha garantito la posizione 17, la quinta di categoria.

sabato, aprile 14, 2012

Punto della situazione

Archiviata la maratona di Barcellona, non voglio perdermi l'appuntamento di Fischament e, come l'anno scorso, abbino la gara sui diecimila e visita ai mercatini pasquali in bici. La differenza è che se l'anno scorso era estate, quest'anno è inverno. Ad un certo punto si sono visti i classici fiocchi di neve. In barba al freddo mi presento alla partenza in maniche e braghe corte. Parto e arrivo costante, riuscendo a stare sui tempi dell'anno scorso, non male, e alla fine arrivo diciottesimo con una media di 4:09 al km.
Ora guardo avanti. Dopo una pausa a Breda con allenamento lungo il canale Bogina e allenamento alternativo a calcio, ora inizia una fase cruciale della preparazione. Il prossimo 5 maggio sono iscritto alla maratona collinare nella Stiria, una 42 chilometri con 1440 metri di dislivello. Giugno segnerà, invece, il mio debutto nella ultra in montagna, la maratona del monte Ötscher. Saranno 70 km con 3000 metri di dislivello distribuiti su due giorni di percorso alpino.

giovedì, marzo 29, 2012

Maratoneta a Barcellona


Il 25 marzo ho trascorso uno splendido week-end a Barcellona, nel quale ho partecipato alla maratona e visitato la città, che è molto interessante. Nei giorni precedenti alla corsa, non mi è sembrato che la città fremesse per l'evento, anzi, a livello sportivo, il calcio dei blaugrana oscura tutto il resto. Il giorno della gara, però, mi sono dovuto ricredere, la città è entrata in sintonia con i corridori. Alla partenza eravamo quasi in 20000, un record. Complice il cambio di orario e la partenza alle 8:30, sono uscito dall'hotel che era ancora buio. Molti "residui" erano ancora in giro e cercavano un posto per rifocillarsi un po' e con loro ho fatto colazione in un supermarket aperto 24 ore non stop gestito da asiatici. Con il mio amico Edi mi sono presentato ai nastri di partenza in piazza di Spagna, che per l'occasione aveva tutte le fontane accese. Lo start è stato imponente, siamo partiti sulle note dell'inno di Barcellona 1992, sotto una nevicata di coriandoli, un via veramente spettacolare. L'obbiettivo di giornata è stato quello di arrivare al traguardo tranquillamente. Così ce la siamo presa comoda e siamo arrivati dalle parti dello stadio. Qui ho risposto per le rime, suscitando una risata generale, al tipo che in questo punto ha urlato "forza Milan". Il percorso si è svolto in gran parte lungo strade molto larghe, senza macchine sia in movimento che posteggiate, anche se spesso erano vie periferiche. L'altimetria non è stata molto elevata, ma è stata ricca di piccoli saliscendi, che, uniti al caldo, potevano creare dei problemi. Il bello di questa maratona è stata, senza dubbio, la partecipazione del pubblico. Bastava urlare "animo", che gli spettatori ti rispondevano subito chiamandoti per nome, incitandoti con "vamos", "animo" e "vinga". I suonatori di tamburi, poi, contribuivano a dare una carica aggiuntiva. A livello sportivo non c'è stato molto da dire, ho scelto di correre costante e di godermi il percorso in serenità, con lo scopo di ridurre il più possibile i tempi di recupero post maratona per tornare presto in forma per le prossime gare. Verso il trentesimo chilometro, il mio socio ha aumentato l'andatura per cercare di stare sotto le 4 ore, allora l'ho affiancato e l'ho aiutato a tenere il ritmo giusto per finire nel tempo desiderato. Alla fine abbiamo fatto segnare un 3h:59:22, un tempo da perfetto pacer. Nel dopo gara, c'è stato tutto il tempo per riempire le riserve di energia svuotate, con un ricco menu di cucina catalana. Il dettaglio del mio gamin si trova qui, mentre il dettaglio della classifica qui. Animo!



giovedì, marzo 15, 2012

Pronti per Barcellona, o quasi

La settima prossima trascorrerò un lungo week-end a Barcellona, dove il 25 marzo correrò la maratona. A livello di corsa, il 2012 è partito molto bene, con ottime gare di cross e buone sessioni di allenamento. Purtroppo a livello fisico non ho tenuto l'impatto con le numerose gare ad alta intensità nell'arco di poche settimane. Così si è sviluppato, pian piano, un fastidio al ginocchio che è poi diventato un dolore non trascurabile, con tanto di stop e visita dall'ortopedico. L'infiammazione al ginocchio sembra dovuta ad un sovraccarico del quadricipite della coscia destra, che presenta uno squilibrio con la muscolatura posteriore del bicipite femorale. Uno squilibrio derivato da uno strappo muscolare rimediato a giocare a calcio anni fa, che è guarito male. La terapia ha dato ottimi risultati, così dal primo marzo ho ripreso, con calma, a correre, con l'obbiettivo di poter partire il 25 marzo a Barcellona. La condizione di dicembre ora non c'è, probabilmente in Catalogna farò la gara come un allenamento, in vista delle prossime gare primaverili ed estive. Ho già in mente un paio di gare, specialmente in giugno, dove vorrei debuttare nella mia prima "ultra" in montagna, ma per questo c'è ancora tempo. Ora vamos!

domenica, febbraio 12, 2012

Cricket Cross terza gara



Anche oggi 12 febbraio, non ho potuto resistere alla tentazione di partecipare alla terza gara del Cricket Cross, su di un percorso completamente innevato e con una temperatura vicino alla doppia cifra sottozero. Il tg direbbe che Vienna è sotto la morsa di un freddo polare, con i fiumi ghiacciati e morti per il freddo ovunque. In realtà è il solito inverno che si è fatto vivo solo a febbraio e cerca di recuperare il tempo perso. È anche l'occasione per testare la tenuta della mia e-bike, che, nonostante il freddo, riesce senza problemi a portarmi alla partenza. Nonostante un cielo terso, molti meno atleti si presentano al via rispetto alle prime due gare, in tutto siamo una decina. Per questo, abbiamo l'onore di essere presentati ad uno ad uno dallo speaker che commenta la gara. Un privilegio che di solito è dovuto ai soli atleti più forti. Il percorso è completamente innevato, scelgo le scarpe da trail ad alto profilo, anche se so che non fanno molto bene al mio ginocchio dolorante, ma ho bisogno di grip. Alcuni usano gli spikes, ma gli ho visti anche scivolare. Al via si parte con il classico sparo, con i primi due giri che sono accompagnati da un dolore tremendo al ginocchio. Penso al ritiro per non peggiorare la situazione, ma il dolore, così come è venuto, se ne va al terzo giro. Bene, così riesco a raggiungere e staccare un concorrente e lottare fino all'ultimo per la sesta posizione. La tattica non mi riesce fino in fondo in quanto vengo raggiunto e superato a tre giri dalla fine, anche se riesco a tenerne la scia. All'ultimo giro, però, non riesco a tenere la sua progressione e alla fine devo mollare accontentandomi della settima posizione, con tanto di primo podio stagionale nella categoria M40. I dati del mio garmin sono qui, la classifica finale qui.

domenica, gennaio 29, 2012

Cross Cup al Prater, gara due



Anche oggi mi presento al centro sportivo Cricket Vienna dove si corre la seconda gara della coppa invernale di cross. Non ci sono gare parallele nei paraggi e, nonostante la temperatura sottozero col vento, molti più atleti si presentano al via. Il percorso è uguale a quello della prima prova, riesco anche a riconosce alcune facce incontrate due settimane fa. L'obbiettivo di giornata è quello di migliorare la prestazione fatta nella prima prova, nonostante un fastidio al ginocchio che mi tiro dietro da un po'. Fastidio dovuto alle nuove scarpe, che sono si belle e scontate, ma non si adattano al mio stile di corsa sollecitando troppo il ginocchio. Un dolore che prima compariva dopo la corsa, ma che poi è comparso anche durante. Il ritorno alle vecchie scarpe ha migliorato la situazione. In questi casi bisogna veramente andare sempre nei negozi specializzati e farsi consigliare il tipo di scarpe che meglio si adattano al proprio stile, lasciando perdere i saldi invernali delle grandi catene, che guarda caso, hanno sempre in offerta le calzature che ti infiammano i legamenti. Poi sarebbe bello che i modelli di scarpe rimanessero di più sul mercato, invece ogni volta bisogna provare dei nuovi modelli e sperare che vadano bene. Alle 12 in punto, la pistola dà il via con uno sparo. Parto coi primi, ma con un ritmo un po' troppo elevato. Al terzo giro mi raggiunge un corridore della mia categoria, provo a stare un giro con lui, ma devo mollare, mi mancano dieci secondi al km. Così proseguo in solitaria fino al traguardo, mantenendo un buon ritmo che mi fa arrivare col tempo di 38:40, dodici secondi meglio della prima prova, confermando il quarto posto di categoria, il terzo di fila. I dati del mio garmin sono qui, la classifica finale qui.

lunedì, gennaio 16, 2012

Cross al Prater



Domenica 15 gennaio ho partecipato alla mia seconda gara di cross, una campestre vicino allo stadio del Prater, che si vede sullo sfondo nella prima foto. Interessante il fatto che, contemporaneamente, a circa 300 metri di distanza, si è svolta un'altra gara podistica su asfalto. Il numero dei partecipanti non lascia dubbi sulle preferenze dei corridori: più di 600 iscritti alla corsa su strada, circa 100 iscritti per tutte le categorie del cross. Per quanto mi riguarda, la scelta è caduta sulla campestre più lunga, quella di 9350 metri, che si è svolta presso il centro sportivo Cricket Vienna. In questo complesso si allenano i giovani talenti che si dedicano all'atletica leggera. Per loro, la gara di cross è un appuntamento fisso. Così al via della gara lunga ci presentiamo in una ventina, pronti per affrontare il circuito da percorrere nove volte. Il percorso è fatto di rettilinei sul prato, delle serpentine sconnesse nella boschetto e dei piccoli dossi da percorrere in contropendenza con buche a piacere, il classico terreno pesante. Il terreno è comunque asciutto. L'obbiettivo di giornata è quello di non arrivare ultimo, in quanto la concorrenza è fatta perlopiù da giovani atleti che corrono in pista con in aggiunta qualche master che lo è stato. In questo contesto, i neofiti podisti sono veramente merce rara. In gara parto veloce, anche troppo e dopo due giri mi assesto sul mio ritmo che mi porta fino al traguardo in quattordicesima posizione, quarto di categoria con una media di 4:08 molto buona. Nella mia categoria, il primo e il terzo hanno concluso la loro seconda corsa di giornata. Entrambi sono riusciti a correre la gara qui vicino di 7km, partita due ore prima, arrivando anche secondo assoluto. Non contenti si sono presentati alla mia gara di cross per arrivare primo e terzo di categoria.
In ogni modo la gara di cross mi piace molto e ogni tanto correre coi più forti ti fa capire che c'è un abisso tra chi come me corre per hobby e chi corre per vincere le gare. La classifica finale si trova qui, i dati del mio garmin qui.

domenica, gennaio 08, 2012

Tempo di cross


Oggi ho partecipato alla mia prima gara di cross nel qui vicino Prater, che non è quello della grande ruota o dello stadio, ma quello intitolato ai lavoratori della vecchia fabbrica di pietra: il Böhmischer Prater. Una specie di dopolavoro, un centro ricreativo creato sulla falsa riga del parco di divertimento del Prater più di 150 anni fa dai lavoratori stranieri della monarchia, che abitavano nel mio stesso distretto. Oggi vi si trovano molte attrazioni per i bambini più piccoli e le famiglie, come lo spettacolo dei burattini. Veniamo alla corsa. Sabato casualmente, il mio allenamento è andato a finire nei pressi del percorso gara, però, non sapendo bene il tragitto, sono andato sulle salite sbagliate. Il percorso di oggi si svolge su un circuito sterrato, di circa 800 metri scarsi, con salita finale sul prato, da compiere sei volte. Alla partenza arrivo in e-bike, abbastanza bagnato da una pioggia che va e viene. Il tipo che raccoglie le iscrizioni è il factotum organizzativo e deve fare tutto da solo, anche se sembra cavarsela molto bene. I pettorali sono riciclati e vanno restituiti, niente pacco gara, niente chip per misurare il tempo, solo un cronometro manuale, ristoro self service, però premi per ogni podio di categoria. Questo tipo di gare mi piacciono, oltre al carattere famigliare della competizione, mi ricorda tanto i "baracon" di quando giocavo a bocce, quei "garini" che si facevano in mezzo alle gare più importanti. E qui come allora nessuno vuole perdere, ma si vuole tornare a casa con qualcosa in mano. Al via siamo in 30, ma ce ne sono alcuni che vanno molto forte. Al primo giro spiano la salita e mi trovo in quarta posizione. Un numero che non impressiona i due che mi seguono, in quanto sanno bene che la salita bisogna farla sei volte. Nei giri successivi mi rimane così nelle gambe e alla fine arrivo sesto, quarto di categoria con un tempo di 18:28, a poco più di un minuto e mezzo dal primo. Il cross, o come si chiamava ai tempi delle medie "corsa campestre", mi piace, lo riproverò sicuramente al prossima occasione. La classifica ufficiale si trova qui, mentre i dati del mio Garmin qui.

martedì, gennaio 03, 2012

2011 ultimo atto: la corsa di San Silvestro

Il 31 dicembre, a Vienna, è un giorno particolare, la città si riempe di turisti provenienti da tutto il mondo, bancarelle di fuochi artificiali vengono allestite così come quelle dei portafortuna. I portafortuna sono dei piccoli gadget, spesso di cioccolata che gli austriaci si scambiano il nuovo anno. Anch'io a mezzanotte ne ho ricevuti un paio, ma questo è un altro tema. In questo giorno, la città mette in scena un grande spettacolo per festeggiare il capodanno e questo piace alle gente che viene a trascorre qui qualche giorno. Per quanto mi riguarda, il 31 è il giorno della corsa di San Silverstro, una corsa che mi vede iscritto per la terza volta consecutiva. La corsa è veloce, 5,3 km attorno al centro lungo il suo anello, il ring di Vienna. La giornata è splendida, sole e cielo terso. Alla partenza mi presento in e-bike e assieme ad altri 3600 partecipanti aspetto la partenza. Lo start viene dato da miss Austria e con fare spedito mi porto abbastanza davanti. Passo davanti al teatro dell'opera, al parlamento, al municipio e lungo il canale del Danubio. Qui giro a destra e arrivo al traguardo, che è anche la partenza, salutando un grande pubblico, con lo speaker che riesce anche a pronunciare perfettamente il mio cognome. Alla fine arrivo 99-esimo, 20-esimo nella mia categoria col tempo di 20:44, personale sulla distanza. Mi rimane il tempo per una bella vasca in duomo, in mezzo ad una miriade di stranieri, prima del pranzo dell'ultimo dell'anno. La classifica finale si trova qui, i dati del mio garmin qui. Questa è la mia ultima gara del 2011, ora c'è tempo per gli auguri di un felice anno nuovo.