venerdì, ottobre 28, 2011

Corsa a Ybbsitz, arrivo in baita


Oggi 26 ottobre è festa nazionale in Austria, quindi vacanza. Per festeggiare a modo sono andato a trovare una corsa in montagna, precisamente a Ybbsitz. Se il nome del paese è impronunciabile, la sua dimensione è, per contro, molto semplice da assimilare. Più o meno come metà della Breda, però Ybbsitz fa comune. Questa corsa in montagna chiude la stagione della baita di Prochenberg, dove è situato l'arrivo. Dicono che questa baita sia la più vecchia di tutta l'Austria, magari dopo qualche brulé ci si può anche credere. La corsa è lunga 7 km con un dislivello di 700 metri, un 10% abbastanza costante. Il via lo da il sindaco in persona. A me piacciono questo tipo di gare, perché è possibile scovare posti che altrimenti sarebbe difficile conoscere, a meno ché siano di grande attrazione turistica. E quando un posto diventa meta dei turisti, poi succede come a Sabbioneta, ma questa è un'altra storia.
Rimaniamo su Ybbsitz, il paese è ad un'ora e mezza di macchina, così per non sprofondare nella monotonia di una guida lungo barriere insonorizzanti che costeggiano tutto il tragitto, nonché una lotta impari contro la selva degli autovelox, decido di prendere il treno. Il treno a Ybbsitz non passa e allora prendo su la bici per colmare "l'ultimo miglio" dalla stazione più vicina e, visto l'orario di partenza, anche da casa mia alla stazione. Alla fine della giornata saranno una settantina di chilometri passati in sella alla bici per trasferimenti vari, una sorta di duathlon self service. Alla partenza mi presento bello bagnato fradicio, ma dopo il riscaldamento smette di piovere e corro all'asciutto. La gara è pressoché una salita costante e continua, senza strappi terribili, prima su asfalto e poi su strada battuta, la cosiddetta "cavdagna". Gli avversari non sono molti, ma molto agguerriti, che conoscono a memoria la salita e sanno come gestire al meglio le forze. Io vado per il mio passo e alla fine manco i primi venti posti per sole due posizioni. In categoria sono decimo, questa volta il gruppo dei quarantenni è molto forte ed è suo anche il primo posto assoluto. All'arrivo ci aspetta tè caldo e fette di torte fatte in casa, come da vere corse paesane. Immancabile la classica griglia di wurstel e premiazioni fatte dalla proprietaria della baita. Poi scendo ed ho la possibilità di gustarmi con calma, lo splendido paesaggio dai multi colori autunnali. La classifica finale si trova qui. I dati del mio garmin qui.

domenica, ottobre 09, 2011

Maratona di Graz con personale

Ad un anno distanza dalla mia prima maratona, torno a Graz per partecipare alla diciannovesima edizione della maratona della città di Graz. La gara di Graz si svolge su un circuito di 21,1km da svolgere due volte. Tempo ottimale per correre, temperatura sotto i dieci gradi, clima asciutto e vento, tranne gli ultimi 5 km, quasi assente. Vengo da una settimana poco tranquilla, indurimento del polpaccio sinistro dopo l'azzardo della gara in montagna di domenica scorsa, che mi tiene fermo fino a venerdì e visita aziendale ad un ristorante di cotolette XXL, a metà settimana, l'anti dieta del maratoneta. Questa è la mia terza maratona, che ho preparato, al contrario di Roma, con molte gare su distanze brevi, anche in montagna e pochi lunghi, solo quattro. Mi presento alla partenza a piedi, un po' di riscaldamento e via che si parte. Parto abbastanza davanti, assieme al pacer delle 3h:30. Il pacer parte forte, poi al primo checkpoint dei 5 km rallenta in modo notevole per tenere la media, allora lo supero e proseguo con ritmo costante. Uno sguardo al cardiofrequenzimetro mi dice che sono in zona verde, 7/8 battiti sotto la soglia anaerobica. Corro in mezzo a molti mezzi maratoneti, per cui riesco sempre a stare molto coperto. Il passaggio alla mezza è in 1:42, 9 minuti sopra il personale, viaggio al rimo di 3h:25. Al km 26 saluto il sosia di Elvis, che intrattiene i corridori, solo questo vale il costo dell'iscrizione. L'anno scorso in questo tratto ho cominciato a sentire i crampi, ma quest'anno è tutta un'altra storia. Al km 30 riesco ad aumentare l'andatura fino alla soglia aerobica, 174 battiti. Al km 36 succede quello che fino ad ora conosco solo leggendo gli articoli specializzati, il famoso muro, la fine del carburante dei carboidrati. Mi si accende la spia della riserva, i battiti scendono così come la velocità. Al km 39 la benzina finisce del tutto, correre diventa un calvario, subentrano una serie di dolori che prendono tutte le gambe. Al ristoro mi fermo, faccio il pieno di banane, di coca cola e powerade. Riprendo a muovermi in un modo che dovrebbe assomigliare alla corsa. L'ultimo sotto passaggio diventa durissimo, per fortuna che mancano solo 2 km che in qualche modo riesco a finire. Questa è la maratona, una gara che fino all'ultimo riserva molte sorprese, dove la parte più complessa è quella della gestione delle energie. L'arrivo sotto il traguardo mi regala, ancora una volta, emozioni incredibili. Alla fine arrivo in posizione 223, 39 di categoria, col tempo di 3h:33:07, personale di Roma migliorato di 17 minuti. Fare il personale sbattendo alla fine contro il "muro" non è male, ma senza lancetta del carburante è molto difficile accorgersi della fine dei carboidrati prima che sia troppo tardi. I dati del mio garmin si trovano qui.

martedì, ottobre 04, 2011

Anninger Trophy

Manca una settimana alla maratona di Graz e la tabella degli allenamenti dice di rallentare. Domenica avrei dovuto fare una corsa di circa 90 minuti, ma uno sguardo al calendario gare mi ha fatto cambiare programma. Qui vicino a Vienna, nel piccolo paese di Gaaden, viene organizzata una corsa in montagna con susseguente gara in mountain bike sullo stesso percorso. Quindi, domenica mi sveglio presto e con la bici vado ad iscrivermi alla gara, tanto per avere 25 km nelle gambe. Si corre sulla montagna Anninger, con arrivo alla stazione di trasmissione della Telekom, dentro al parco naturale. Qui molti viennesi fanno una gita domenicale con classica meta al ristorante in qualche baita. La corsa si svolge su 5,8 km, quasi tutti di sterrato con un dislivello positivo di 420 metri. In gara parto abbastanza davanti, ma tengo un ritmo tranquillo in attesa della salita dura. Nel pezzo più duro alterno un tratto camminato. Dopo il ristoro mi concedo altri due tratti camminati, un po' troppi per stare coi primi. Poi di nuovo di corsa fino alla discesa dell'ultimo km, che affronto come al solito: "a tot manac". La distanza con chi mi sta davanti è troppa per recuperare e così arrivo al traguardo in solitaria al 23-emo posto, ottavo di categoria. Torno giù ancora di corsa al traguardo, dove ritrovo la mia bici che mi porta a casa per l'ora di pranzo. Forse un po' troppo per un programma di scarico pre-maratona, ma in una splendida giornata di sole, come si fa a rinunciare ad una bella corsa in montagna? La classifica finale si trova qui mentre i dati del mio Garmin qui.